17 maggio 2017 ~ 0 Commenti

A volte ti ascoltano a volte no. Cambierebbe se a chiedere fosse una voce unica?

Ho già sottolineato nell’ultimo DiDomenica come la politica ci abbia messo una decina di anni per accogliere le richieste dei dentisti in tema di detrazioni per le spese sostenute per aggiornarsi.

Il presidente ANDI ricorda oggi sul giornale online dell’Associazione come sia stata proprio l’Associazione a fare inserire un emendamento che consentisse di portare integralmente in deduzione non solo le spese per corsi e congressi ma anche per le spese di viaggio e soggiorno.

Esito diverso per gli emendamenti fatti presentare al Ddl Concorrenza dalla stessa ANDI in tema di obbligo per le società di avere la maggioranza della proprietà in mano a iscritti all’Ordine.

Leggendo sul web alcuni commenti, si parla di sconfitta e di incapacità di essere ascoltati.

In rete da sempre ci si chiede come mai non si riesce a risolvere i problemi. Quali siano nello specifico e come si vorrebbero risolvere le questioni è però sempre difficile capirlo da un post.
Sempre la politica ci insegna come dire non va bene è sempre più facile che, riuscire a fare bene.

Fatto sta che sulla possibilità di detrarre i costi della formazione le associazioni sono state ascoltate mentre non è andata così per quanto riguarda il Ddl Concorrenza.

Un pareggio quindi? Si ma giocando bene, scriverebbe la “Gazza”, considerando la norma sul direttore sanitario unico portata a casa.

Per quanto riguarda le “restrizioni” per le società di capitale invece nulla di fatto. Con l’eventuale approvazione del Ddl Concorrenza rimarrà tutto come oggi. L’ha ribadito anche il senatore Marino nell’intervista che ci ha concesso spiegandoci, anche, le logiche della politica quando ammette che avrebbero voluto modificare il testo ma che la decisione del Governo di porre la fiducia lo hanno impedito.

Perché i dentisti non contano nulla, non sanno farsi sentire, dicono alcuni.

Forse, ma sul Ddl Concorrenza queste critiche vengono fatte anche dai farmacisti, dai taxisti e da tutte quelle altre categorie che vorrebbero che la Camera si dimentichi fino alla fine della legislatura di quel provvedimento, per non vederlo approvato.

Perché poi la politica fa cosa vuole, seguendo le sue logiche spesso incomprensibili per gli interessati che si sentono penalizzati o non ascoltati.

Ripercorrendo questi ultimi mesi odontoiatrici dal punto di vista parlamentare mi sembra che mai l’odontoiatria sia stata ascoltata dalla politica come è capitato. Poi ovviamente la politica fa le sue valutazioni. ANDI, CAO ed anche AIO sono stati in questi mesi coinvolti nelle discussioni parlamentari e molte sono state le notizie che abbiamo pubblicato di incontri tra i dirigenti delle varie associazioni con politici, funzionari ministeriali, sottosegretari e Ministri.

Ma la notizia che merita l’attenzione di questo Visto da Fuori è quella che sul Ddl Concorrenza, e speriamo non solo per questo provvedimento, CAO, AIO ed ANDI hanno deciso di attivare una strategia comune e condivisa per incidere di più e meglio sull’attività legislativa in itinere.

Se non rimane un annuncio ma una reale volontà non potrà che essere un bene per tutto il settore. Una voce unica è sicuramente più comprensibile che tante voci che raccontano vari aspetti dello stesso settore e magari dando soluzioni diverse ed a volte incompatibili.

Norberto Maccagno

icona
Per commentare è necessaria l'iscrizione a Medikey

 


La gestione del riconoscimento dell'operatore della salute e la trasmissione e archiviazione delle relative chiavi d'accesso e dei dati personali del professionista della salute avviene mediante la piattaforma Medikey® nel rispetto dei requisiti richiesti da
Il Ministero della Salute (Circolare Min. San. - Dipartimento Valutazione Farmaci e Farmacovigilanza n° 800.I/15/1267 del 22 marzo 2000)
Codice della Privacy (D.Lgs 30/06/2003 n. 196) sulla tutela dei dati personali