14 aprile 2016 ~ 3 Commenti

Se è facile dare i numeri, più difficile è avere quelli reali

So bene che l’interesse per l’argomento che vi propongo oggi è pari a quello che potremmo avere se tra un gruppo di maschietti proponessi di commentare la pettinatura (non la scollatura) dell’attrice di turno oppure se volessi intrattenere una conversazione con un gruppo di signore sull’eliminazione dalla Champions del Barcellona.

La polemica nata dopo la nota inviata dal presidente CAO Giuseppe Renzo, in cui suggerisce alle CAO Provinciali che non è opportuno inviare i dati sul numero di iscritti all’Albo ai quali è stato aperto un procedimento disciplinare per prestanomismo, mi sembrava ovvia e scontata.

Ed infatti l’ANTLO, visto il rifiuto di ottenere i dati chiesti, coglie l’occasione per porre dei dubbi sulla veridicità delle affermazioni con le quali il presidente Renzo, e non solo lui, da tempo stima in 15mila i finti dentisti operanti in Italia.

Non voglio commentare quanto scritto dal presidente Renzo (lo trovate a questo link) o la risposta dell’ANTLO (a questo link).

Però qualche considerazione la voglio fare.

La prima è sui numeri. Essendo l’esercizio abusivo di una professione medica una pratica illegale, come l’evasione fiscale, i traffici della mafia, degli spacciatori di droga, la prostituzione ed altro, diventa sempre difficile avere i dati ufficiali. Sapessimo quanti sono tutti gli studi illegali sarebbe possibile –e facile- andare a beccarli.

Quando si indicano quei dati, si parla di stime.

Sono tanti o pochi 10-15 mila finti dentisti?
Secondo me il dato non è poi tanto distante dalla realtà, pensando anche alle assistenti alla poltrona che fanno detartrasi o prendono impronte. Ma anche fossero 700, 20 mila o uno, cambierebbe qualche cosa?
Direi di no. In ogni caso il reato deve essere contrastato ed in questo il Parlamento sta mettendocela tutta per non farlo.

Certo c’è poi l’azione che le CAO provinciali, non quella nazionale che ha solo una funzione di indirizzo e coordinamento, fanno o possono fare per evitare che i prestanome siano attratti dai soldi degli abusivi e si prestino a rendere possibile l’attività illecita.
Se si applicasse la norma deontologica –almeno un anno di sospensione per il concorso in esercizio abusivo della professione medica- probabilmente sarebbe meno conveniente fare il prestanome.

Qualche anno fa chiesi all’allora presidente FNOMCeO Amedeo Bianco, ora Senatore del PD, se radiando d’ufficio dall’Albo il prestanome condannato potesse funzionare come deterrente.
Il presidente Bianco mi dimostrò che in Italia non è facile impedire ad un professionista di lavorare, ed anche nel caso della radiazione dopo alcuni anni potrebbe iscriversi nuovamente.

Però, ho aggiunto all’ora e ribadisco oggi: incominciamo a radiarli, poi vediamo.

Anni fa, quando dirigevo il quotidiano online ildentale.it inviai alle CAO provinciali una richiesta simile a quella inviata dall’ANTLO. Io chiedevo che vanissero resi pubblici i procedimenti disciplinare attivati nei confronti dei vari iscritti (senza citare il nome dell’iscritto).
La mia richiesta era motivata dal fatto che poter raccontare non i nomi dei medici e dentisti sanzionati ma il perché sono stati sanzionati, avrebbe permesso a tutti gli iscritti di capire cosa si può o non si può fare.
Pensiamo per esempio ai tanti dubbi sul tema della pubblicità. Sapere come i vari Ordini interpretano il dettato deontologico aiuterebbe gli iscritti a comportarsi correttamente. I presidenti Bianco e Renzo mi risposero che queste informazioni non potevano essere divulgate, di fatto mi hanno risposto quanto il presidente Renzo ha risposto ad ANTLO.

Ma il tema posto da ANTLO, ed anche dalla mia richiesta, è quello della trasparenza.

La legge Balduzzi ha obbligato gli Ordini a rendere pubbliche le sanzioni comminate all’iscritto. Norma che non sembra sia stata ancora rispettata.
Il mio Ordine, quello dei giornalisti di Torino, regolarmente pubblica nome, cognome e motivo della sanzione inflitta ad un iscritto.

Perché questo non deve avvenire per una professionista che cura le persone?

Come paziente io dovrei sapere se il mio medico curante è stato sanzionato perché ha prescritto farmaci solo perché prendeva mazzette da qualche azienda, se è stato denunciato per molestie, o solamente perché non si è comportato come il Codice deontologico impone. Ma la trasparenza tutela anche il lavoro di quei tanti presidenti CAO provinciali che si fanno il “mazzo” per aprire procedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti: spesso anche amici.
Mi permetto, ora, di rivolgermi direttamente al presidente Renzo. Non trovo giusto che la sua nota possa passare per un’azione difensiva dettata dalla paura di divulgare i dati e non lo trovo giusto perché conosco il lavoro svolto da tanti presidenti provinciali CAO, so bene che i procedimenti vengono aperti.
Ma trovo anche giusto la considerazione che lei fa, ovvero quei dati devono essere divulgati dalla CAO e non dall’ANTLO.

Bene. Allora divulghiamoli… magari attraverso un bell’articolo pubblicato su Odontoaitria33 J.

E dopo tornate a lavorare per cercare di fare un “culo così” a chi non solo compie un atto illegale ma soprattutto danneggia, oltre la figura dei dentisti onesti, quella di una professione estremamente seria e corretta: gli odontotecnici. Ed ogni volta che ne sanzionate uno informate la stampa dandone nome e cognome. Visto che il prestanome non si è fatto tanti problemi a “sputtanare” la sua professionalità perché dovete farvene voi.

 

Norberto Maccagno

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