10 marzo 2014 ~ 0 Commenti

Quando l’assistente abusiveggia ed il dentista fa lo stupito

Poi si dice la coincidenza.

La Cassazione qualche giorno fa, con la sentenza numero 4928/2014, conferma la sospensione di un dentista che aveva permesso alla propria assistente di eseguire su di un paziente prestazioni riservate all’odontoiatra. In realtà la sospensione di tre mesi è stata comminata per non aver messo in atto le dovute precauzioni affinché l’assistente alla poltrona, beccata durante un controllo a ricementare un ponte e togliere un punto di una estrazione, non commettesse il reato di esercizio abusivo alla professione. Ovvero ha ammesso di dirgli di non farlo.

Oggi 10 marzo la cronaca ci informa del sequestro di uno studio odontoiatrico nel biellese perché i Nas, durante un controllo, hanno accertano che il titolare dello studio affidava spesso i pazienti per le “medicazioni” alle due assistenti alla poltrona. Ovviamente la denuncia penale non è scattata solo per il dentista ma anche per le assistenti.

Non è certo la prima volta che le forze dell’ordine scoprono assistenti alla poltrona che fanno prestazioni esclusive per gli odontoiatri o igienisti dentali. Così come, sempre le cronache, informano di assistenti condannate ad alcuni mesi di reclusione, pene commutate in sanzioni pecuniarie.

Spesso, anche per il caso in cui si è pronunciata la Cassazione, il titolare di studio si difende sostenendo che lui era all’oscuro di tutto e non sapeva che l’assistente, in un eccesso di zelo e per agevolare il paziente (ovvero il cliente del dentista), durante la sua assenza gli toglieva del lavoro occupandosi delle emergenze.

Non voglio sminuire la vostra intelligenza sottolineando che è una scusa troppo banale e che non credo l’assistente si prenda la briga di fare cose che non può fare se nessuno le permette di farlo.

E vale anche quando leggo che il prestanome si è giustificato non sapendo che l’odontotecnico “padrone” dello studio per cui ha accettato di fare il direttore sanitario, nei giorni in cui non è presente facesse il dentista.

Ma non voglio commentare la faccia tosta di questi dentisti, ma la sanzione che l’Ordine ha inflitto al dentista distratto che ha “lasciato” lavorare la propria assistente al posto suo. Tre mesi di sospensione.

Ma per prestanomismo non dovrebbe essere almeno un anno la sospensione?

Neppure chi favorisce l’esercizio abusivo di un “vero” finto dentista viene sospeso per tanto tempo, figurati se devono penalizzarlo per aver fatto cementare un ponte all’assistente, diranno alcuni di voi. Vero anche questo. Ma prendere un’impronta o mettere un impianto da parte di un non abilitato, per la legge, sempre dello stesso reato si tratta.

Quanto tempo ci impiegate a ricementare un ponte? Quanto risparmiereste affidando questa operazione all’assistente mentre voi fate un’otturazione su un’altro paziente? Quanto guadagna più di voi il dentista che demanda alcuni passaggi alla propria assistente invece di farli di persona? Oppure quanto il vostro concorrente può far pagare, in meno, rispetto alle vostre tariffe la prestazione fatta dall’assistente?

Da tempo mi chiedo perché gli Ordini (quindi i dentisti) si accaniscono contro gli iscritti che fanno inserzioni pubblicitarie e tollerino chi fa il prestanome.

Rischiare almeno un anno di stop lavorativo, non ricordo di aver mai letto di sanzioni così severe, probabilmente convincerebbe molti prestanome a lasciare perdere. Invece da decenni si invocano pene più severe tollerando la non applicazione, in modo rigoroso, delle esistenti.

 

icona
Per commentare è necessaria l'iscrizione a Medikey

 


La gestione del riconoscimento dell'operatore della salute e la trasmissione e archiviazione delle relative chiavi d'accesso e dei dati personali del professionista della salute avviene mediante la piattaforma Medikey® nel rispetto dei requisiti richiesti da
Il Ministero della Salute (Circolare Min. San. - Dipartimento Valutazione Farmaci e Farmacovigilanza n° 800.I/15/1267 del 22 marzo 2000)
Codice della Privacy (D.Lgs 30/06/2003 n. 196) sulla tutela dei dati personali