12 febbraio 2017 ~ 2 Commenti

Quando la burocrazia penalizza molti ed aiuta pochi, il DiDomenica del 12 febbraio 2017

Chiariamo subito, ogni cittadino -in questo caso ogni professionista- deve avere il diritto a poter esporre le proprie ragioni in caso venga sanzionato dal proprio Ordine e deve farlo di fronte ad un  organismo diverso da quello che lo ha sanzionato, per i dentisti la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professione Sanitarie. Ma se questo organismo non è più legittimato perché giudicato incostituzionale ed il Ministero della Salute da tempo non ha ancora ritenuto doveroso di nominarne un altro “costituzionalmente” corretto, è giusto che nell’attesa chi è stato sanzionato continui a lavorare? Non rispondete pensando al caso di un dentista, come nella notizia che abbiamo pubblicato. Se la questione interessasse invece un pediatra radiato per pedofilia o di un cardiochirurgo tossicodipendente? (vai alla news)

 

Burocrazia due

Ogni anno circa 70 mila aspiranti medici e dentisti si ritrovano in capannoni allestiti a mega aule per tentare di riuscire ad essere tra i 10mila che riusciranno ad iscriversi all’università. Ma la parte più difficile sembra poi riuscire ad immatricolarsi anche se si ha raggiunto una buona posizione in graduatoria. L’inchiesta che Odontoaitria33 ha condotto, grazie ai dati messi a disposizione del sito TestBuster, ha rilevato che dopo cinque mesi dal test ancora il 20% dei posti non sono stati assegnati ed il rischio che molti di questi rimangano vuoti è concreto (vai alla news)

 

730 precompilato e Spesometro

Giovedì è scaduto il termine per inviare i dati delle spese sanitarie sostenute di propri pazienti attraverso il Sistema Tessera Sanitaria. Nel frattempo è cominciato il conto alla rovescia per l’invio del nuovo Spesometro, ogni tre mesi ma per il primo invio c’è un piccolo aiuto: la scadenza sarà posticipata per il primo trimestre ma (e non si capisce perché) anticipata per il secondo. (vai alla notizia)

ANDI cerca ancora di fare esonerare dall’obbligo i dentisti e tutti gli operatori sanitari che hanno già inviato buona parte dei dati attraverso il Sistema Tessera Sanitaria facendo presentare un emendamento ad hoc all’interno del decreto Milleproroghe. (vai alla notizia)

 

Pubblicità in sanità no grazie

Che sia ingannevole o meno la pubblicità in sanità non piace a molti. Da sempre sul banco degli imputati la Bersani che ha tolto agli Ordini professionali il “potere” di verificarli preventivamente e quindi giudicarli decidendo se corretto o meno. Per sensibilizzare Presidente della Repubblica e Ministro della Salute, chiedendo di riformare la materia, Gilberto Triestino -odontoiatria romano impegnato in ANDI e CAO- ha deciso di attivare una petizione on-line che è stata sostenuta da Ordine e sindacati. Iniziativa che sicuramente serve per capire quanti si schierano contro la pubblicità in sanità, mentre scriviamo ha superato le 4.600 firme. Su di un argomento così tanto dibattuto, forse, si poteva sperare in numeri più alti, ma la petizione è ancora attiva e si può ancora recuperare. (vai alla news)

Intanto la CAO Roma tenta di contrastare una pubblicità giudicata ingannevole denunciandola all’AGCM e convocando il direttore sanitario. Ma nel mentre la “giustizia faccia il suo corso”, il messaggio avrà già ottenuto gli effetti desiderati. (vai alla news)

 

 

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