15 gennaio 2016 ~ 3 Commenti

Le nuove tecnologie non sono la qualità ma, forse, uno strumento per ottenerla

 “Eccellenze e tecnologie, strade maestre per il futuro?”  è il titolo della tavola rotonda che l’amico Lino Mezzetti della Dental Educator  mi ha chiesto di moderare sabato 30 gennaio a Bologna. Il mio ruolo sarà quello sollecitare gli illustri ospiti per cercare di approfondire un tema che all’apparenza potrebbe sembrare banale e persino offensivo.

Ma come, si potrebbe chiedere un distratto lettore, fino ad oggi il settore dentale ha lavorato approssimativamente utilizzato tecnologie obsolete?

La mia risposta al quesito oggetto della tavola rotonda non può che essere … e ci mancherebbe altro, certo che sono le strade maestre per il futuro ma lo sono state, o avrebbero dovuto esserlo, anche nel passato.

Ma fortunatamente non sarò a Bologna per dare risposte ma per fare domande.

Quello della qualità di una prestazione professionale è un tema interessante che a seconda di come lo si guardi, dalla parte del paziente o del professionista, ha una considerazione totalmente diversa.

I professionisti del settore sanno come la qualità di una prestazione sia condizionata da una infinità di variabili tra cui la capacità del professionista, la sua formazione e le tecnologie utilizzate.

I pazienti danno per scontato che il professionista a cui si rivolgono sia “capace” –altrimenti andrebbero da un altro- e quindi considerano per la scelta altri fattori: cortesia, comodità, prezzo, capacità di dialogo etc.

Una recente indagine condotta da Odontoaitria33 in collaborazione di AIOP ed il sito Dica33 ha cercato di capire se i pazienti si ritenevano in grado di capire la qualità delle cure ricevute dal proprio dentista. E il dato preoccupante è che la maggioranza pensa di essere in grado di giudicarla. (vedi: http://www.odontoiatria33.it/cont/pubblica/home/contenuti/10226/questo-dentista-ideale-dati-sondaggio-dica-presentati.asp )

Il rischio, come abbiamo sottolineato su Odontoaitria33 (http://www.odontoiatria33.it/cont/pubblica/home/contenuti/10257/comunicatore-imbonitore-saperla-raccontare-mascherare-carenze-professionali.asp ) è che il dentista più spigliato, bravo a comunicare, che ha investito in nuove tecnologie, ma meno capace a curare, passi agli occhi dei pazienti per quello bravo mentre il dentista aggiornato, ottimo clinico ma con un carattere difficile sia considerato un professionista da evitare.

Poi su questo argomento ci sono tutte le implicazioni deontologiche legate alla libera professione dove da una parte il dentista è obbligato a dare il meglio di sè per curare una persona ma dall’altra, quel dare il meglio di sè implica un costo perché quel dentista non lavora per beneficenza ma esercita una professione, ha investo soldi in formazione, nello studio ed ha il diritto di generare utile. Costi che il paziente, però, a volte fatica a sostenere.

E quindi cominciano i compromessi.

Interessante sarà poi affrontare con i partecipanti alla tavola rotonda il tema delle nuove tecnologie.

Sappiamo bene che, soprattutto nel settore dentale, nuove tecnologie (almeno alcune di queste) non sono sinonimo di una qualità più alta rispetto ad un lavoro puramente manuale.

Vogliamo confrontare una ceramica stratificata da uno dei maestri dell’odontotecnica italiana (ma ho paura che il confronto non lo regga neppure con un mediocre ceramista) con una realizzata con un fresatore in studio?

Eppure oggi la tecnologia Cad Cam è indicata come quella che potrebbe rivoluzionare il settore. A mio parere la vera rivoluzione nel settore la stanno facendo le richieste dei pazienti, la i modelli economici, le scelte della politica, la burocrazia.

Come e se le nuove tecnologie lo rivoluzioneranno sarà il settore stesso a decretarlo. Il Cad Cam sarà uno strumento che consentirà di riabilitare persone socialmente deboli con dispositivi protesici realizzati quasi in serie, e per questo più economici, oppure dispositivi di una qualità mediocre realizzati da fabbriche del dente e vendute (termie utilizzato a proposito) dal dentista  a prezzi simili a quelli che un tempo erano realizzati da capaci odontotecnici?

Le tecnologie nascono per aiutare le persone, ma sono le persone a decretare che una tecnologia sia buona o cattiva a seconda di come e per cosa le utilizzano.

Di questo e, spero, anche di altro, avremo modo di parlarne sabato 30 gennaio a Bologna.

Norberto Maccagno

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