28 gennaio 2017 ~ 5 Commenti

Il numero degli odontoiatri e la solitudine del dentista verso la pensione, il titolo del DiDomenica del 29 gennaio 2017

Tra le tante notizie pubblicate questa settimana, dedichiamo l’apertura di questo DiDomenica ai numeri: quelli degli iscritti all’Albo degli odontoiatri. Se ci soffermiamo sul solo dato complessivo , 61.140, non possiamo fare altro che evidenziare che sono molti, forse troppi come dicono alcuni. Ma approfondendoli abbiamo la conferma che in realtà in questi ultimi anni i nuovi iscritti non sono poi così tanti, circa mille, ed il saldo attivo ricavato dalla differenza tra i nuovi arrivi ed i cancellati è di circa 500 unità, lo 0,86% degli iscritti. Scorrendo, poi, i dati anagrafici degli iscritti la conferma che tra qualche anno cominceranno ad essere più i dentisti che lasceranno la professione di quanti inizieranno ad esercitare; sono quasi 5mila i dentisti iscritti tra i 65 ed i 69 anni. Che fine faranno quegli studi, visto che non ci saranno sufficienti nuovi laureati per subentrare? Ed i loro pazienti? (vai alla notizia
 

Ancora numeri, questa volta vorrebbero indicare il rapporto tra dentisti e cittadini. Arrivano da Eurostat ed indicano che l’Italia non è poi mica messa male come sindacati ed Ordine invece sostengono, è al 19° posto, tra quelle con il migliore rapporto. Peccato che Eurostat consideri solo i laureati in odontoiatria (circa 30 mila), dimenticando che in Italia possono esercitare anche i laureati in medicina iscritti all’Albo degli odontoiatri, altri 30 mila. Ma l’errore di Eurostat ci permette di fare una considerazione, il rapporto dentista paziente va calcolato considerando gli iscritti all’Albo (61mila) o gli esercenti secondo l’Agenzia delle Entrate (circa 45mila)?
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Tra le notizie più cliccate della settimana quella sulla mini proroga concessa per l’invio dei dati per il 730 precompilato. (vai alla notizia)
Non è una vera novità, anche lo scorso anno venne concessa ma perché gli studi erano stati messi in condizione di inviarli sono poche settimane prima dalla scadenza. Quest’anno i problemi, tecnicamente, erano solo per le Società non accreditate al SSN che per la prima volta dovevano richiedere l’iscrizione al StS. La scorsa settimana Odontoaitria33 aveva informato che a 15 giorni dalla scadenza solo il 16% (vai alla notizia) dei medici e dentisti iscritti ai rispettivi Albi avevano inviato i dati. Sapendo che in Italia una proroga arriva sempre, hanno fatto bene ad aspettare. Si farebbe brutta figura ad essere tra quel 16% che rispetta le regole. Però occhio alle sanzioni.
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L’Ultimo approfondimento lo dedichiamo al nostro editore, il Gruppo Edra ed a Dental Cadmos, una delle più longeve riviste cliniche del settore, forse quella che oggi ha il taglio più scientifico tra quelle italiane. Dental Cadmos è stata indicizzata su Web of Science, e questo è uno degli ultimi passi per ottenere l’Impact Factor. Una notizia molto importante per gli autori che pubblicano su Dental Cadmos in quanto potranno godere della visibilità internazionale che pubblicare sulla rivista indicizzata gli potrà dare, visibilità che di conseguenza verrà data all’odontoiatria italiana, già protagonista su molte riviste internazionali. Ed i lettori avranno a disposizione lavori sempre più di qualità e di spessore clinico. Sostenere, pubblicando e citando i lavori di Dental Cadmos, sarà quindi come sostenere e promuovere la ricerca clinica italiana nel Mondo.
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