05 marzo 2017 ~ 1 Commento

Il fortino della libera professione difeso (ed occupato) solo più dai dentisti. Il titolo del DiDomenica del 5 marzo 2017

Ogni volta che viene approvata una legge sulla sanità o che interessa i suoi operatori ci si accorge di come l’odontoiatria, pur facendone parte (del mondo sanitario), rischia di restare a margine della norma, di non essere coinvolta a pieno oppure, peggio, risultare penalizzata. Questo non perché la politica voglia male ai dentisti ma perché oggi l’odontoiatra è forse uno degli ultimi professionisti della sanità che opera prevalentemente in libra professione; una specie in via di estinzione nel settore dove la quasi totalità degli operatori sono dipendenti o collaboratori di strutture e l’aspetto libero professionale autonomo è marginale. E’ capitato così anche per il Ddl Gelli sulla responsabilità professionale.  Aspetti positivi anche per i dentisti in tema di responsabilità colposa, tante norme che di fatto non toccano la professione ed alcune che potrebbero, invece, appesantire ancora di più il carico burocratico. Ordine e sindacati lo avevano fin da subito denunciato ma impossibile prevedere distingui in un decreto così tanto atteso dalla quasi totalità degli operatori. Bisognerà rassegnarsi che a difendere la libera professione in sanità sono rimasti solo i dentisti. (leggi la notizia)

A volte ascoltano

Odontoiatria33 ha più volte riportato la notizia di sentenze che sospendevano le sanzioni inflitte ad iscritti di vari Albi provinciali degli odontoiatri in attesa che la CCEPS potesse giudicarle. Più volte abbiamo dato voce agli appelli della CAO nazionale che chiedeva al Ministro di rinominare la Commissione Centrale Esercenti Professioni Sanitarie secondo quanto  disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale. Dopo molti appelli il Ministro ha finalmente pubblicato il decreto ripristinando, come ha sottolineato al nostro giornale il presidente CAO Giuseppe Renzo, “il reale potere disciplinare degli ordini”. (vai alla notizia)

Perché tanti impianti nelle Catene?

La domanda l’avevamo già posta qualche tempo fa ad alcuni autorevoli clinici, ma i dati diffusi dalla società di ricerca Key-Stone sul mercato degli impianti in Spagna tornano a fare discutere. Dai dati emerge che i pazienti spagnoli per ristabilire la funzione persa attraverso protesi o impianti si rivolgono prevalentemente alle Catene o ai centri low-cost e non al dentista tradizionale. Le cause, non dette, sono quindi due: ci vanno perché costa poco e finalmente riescono a tornare a masticare; oppure in questi centri, pur di fare profitto, tolgono denti sani o parzialmente sani per mettere impianti e corone. Difficile dare una risposta certa. (vai alla notizia)

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Anche questa Domenica dedichiamo attenzione alla petizione Triestino che ha superato le 11 mila adesioni. Siccome le firme sono manifestazione di sostegno al tema della petizione, ma non hanno nessun valore legale (peraltro per poter presentare una legge di iniziativa popolare ne servirebbero almeno 50 mila), ora si dovrà pensare come capitalizzare questo tesoretto di firme virtuali. Magari attraverso una conferenza sulla pubblicità in sanità durante la quale consegnare ufficialmente alla politica le firme unitamente alla proposta di regolamentazione della materia. (vai alla notizia)

 

 

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