08 gennaio 2015 ~ 1 Commento

“Fate attenzione, quel dentista è gay”. Quando l’ignoranza è inaccettabile

Oggi su tutti i giornali, dopo i fatti parigini, a dominare è il tema dell’intolleranza, del rispetto reciproco, oltre alla libertà di stampa.

Non è questo il luogo ed il giornale per commentare quanto è capitato nella redazione di Charlie Hebdo.

Voglio invece commentare una notizia ripresa, sempre oggi, da alcuni quotidiani che, a mio parere, si basa sugli stessi fondamenti da cui nasce ogni gesto di intolleranza.

“Si porta a conoscenza dei pazienti che qui lavora il dott. xxx. Essendo questo professionista un omossessuale, si pregano i pazienti di prednere le dovute precauzioni (al fine di tutelare la propria salute)”

La scritta è apparsa lunedì 5 gennaio sulla porta di uno studio odontoiatrico in Toscana firmata da un sedicente “organismo per la tutela dei pazienti contro le malattie contratte in ambito odontoiatrico”.

A darne notizia, ieri, il sito gay.it che riporta il commento del compagno del dentista che sottolinea come “noi viviamo liberamente, non ci siamo mai nascosti e questo non ci ha mai portato alcun problema. Il mio compagno, pur non avendolo mai detto pubblicamente, non ha mai fatto mistero del fatto di essere gay, quindi è probabile che sia i pazienti che i colleghi lo sapessero”.

La coppia ha affidato al proprio legale di seguire la vicenda non avendo intenzione, giustamente aggiungo io, di lasciare correre.

Quel cartello, come l’azione militare di Parigi, come i pregiudizi nei confronti della mamma del compagno di scuola di nostro figlio con il velo sul capo, delle persone in cerca di asilo che arrivano dal mare, di chi non la pensa come noi sono esclusivamente frutto dell’ignoranza, del voler obbligare gli altri a credere nei valori in cui crediamo noi o loro nel caso di Parigi, a comportarsi secondo le proprie abitudini, i propri costumi e non accettare che si possa scegliere. 

Quando riusciremo a vivere in una società dove non esistono “diversi” ma persone che hanno abitudini, stili di vita, interessi differenti?

Quando riusciremo a vivere in una società che non vieta agli altri di pregare il Dio che vogliono, di studiare, di vivere o morire ma accetta le scelte dei singoli, qualunque siano, come normali e giuste?

Spero che non vi scandalizziate se paragono la strage di Parigi con il cartello fuori allo studio del dentista toscano: entrambe le vicende esistono perché esistono non solo persone intolleranti ed arroganti che si credono depositari della verità ma soprattutto persone ignoranti che hanno paura di tutto ciò che non conoscono (e non si sforzano di conoscere) o non condividono.

Tra ieri ed oggi sui social network le persone indignate per la strage di Parigi hanno –molto- utilizzato le parole di John Lennon che nella sua Imagine cantava: “Immagina non ci siano nazioni, non è difficile da fare. Niente per cui uccidere e morire e nessuna religione. Immagina tutta la gente che vive in pace…”.

Oggi, e non solo oggi, diventa difficile immaginarlo.

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