13 novembre 2014 ~ 1 Commento

Ecco l’abusivismo e il prestanomismo in Italia. Una cosa normale

Ieri sera (mercoledì 12 novembre) le Iene, la trasmissione di Italia Uno, ha trasmesso un servizio in cui viene raccontata la storia di Paola, una signora rovinata da un finto dentista.

Il filmato è simile a tanti altri sul tema. La paziente danneggiata racconta la sua vicenda mostrando all’inviata, Nadia Toffa, radiografie e denti estratti. E l’inviata, commenta scandalizzata.
Poi mandano una complice ad effettuare una visita dall’abusivo e la telecamera nascosta lo riprende mentre “armeggia” visita e prescrive un anabiotico su di un ricettario con timbro di un dentista iscritto all’Albo, il dott. Sandro Terrazzan.

Terrazzan viene successivamente intervistato dall’inviata e racconta che ha collaborato per un po’ di tempo con il finto dentista che gli ha creato problemi con la giustizia oltre ad aver subito la sospensione per due mesi dall’Ordine.

Ma la sanzione per prestanomismo non dovrebbe essere di un anno?

Collaborazione con l’odontotecnico comunque interrotta dopo le vicende giudiziarie. Del timbro in “uso” dall’abusivo il dott. Terrazzan sembra non saperne nulla.

Inviata che, ingenuamente, si chiede perché il dentista avesse intrapreso una collaborazione con l’odontotecnico nel suo studio.

Il servizio termina con la signora Paola che accompagnata dal figlio ritorna dal finto dentista lamentando i danni e con l’inviata che spuntando dalla porta lasciata aperta rimprovera il finto dentista chiedendo di pentirsi.

Al fondo il link al video così potete guardarvelo nella sua interezza. Merita.

A differenza di altri filmati del genere mi ha colpito la serenità, la normalità con cui tutto si svolge.

Certo alla paziente, danneggiata, scappa qualche parolaccia ma ammette che sapeva, che si era rivolta -per anni- ad un finto dentista anche se poi gli dice tramite la telecamera: “ perché non hai continuato a fare l’odontotecnico?”.

Giusto, ma perché lei, pur sapendo che non era dentista, si è fatta curare ugualmente?

Forse perché i 7 mila euro (presumo in nero) pagati a rate per la cura finita male le sembravano meno rispetto a quelli che avrebbe dovuto pagare da un vero dentista. Ma ora si trova a dover pagare 8 mila euro ad un vero dentista per risanare la bocca disastrata, dopo aver speso 7mila euro.

E di denunciarlo e chiedere i danni non se ne parla?

Anzi, quando l’abusivo gli prospetta 5mila euro come risarcimento sembra persino appagata. Obiettivo centrato, avrà pensato.

Anche i dentista, ex prestanome, non sembra preoccuparsi molto che uno prescriva farmaci a nome suo. Tanto mi hanno già sospeso, dice.

Il finto abusivo, poi, passato l’imbarazzo di trovarsi di fronte alle telecamere, con calma e senza adirarsi, alla domanda dell’inviata che cercava di capire come si sarebbe comportato in futuro, perché secondo lui la legge permette solo ai laureati di fare i dentisti e se avrebbe smesso di danneggiare le persone risponde con un laconico: vedremo cosa dice la magistratura.

E cosa dirà mai la magistratura?

Da decenni la politica, pur sollecitata, si disinteressa del problema. Da 7 mesi la Camera deve iniziare a discutere il Ddl che inasprisce le pene per abusivi e prestanome approvato dal Senato e se mai il finto abusivo arriverà a processo (con i tempi della giustizia molti di questi finiscono prescritti) verrà condannato a qualche centinaio di euro di sanzione. Salvo che l’Ordine non si costituisca parte civile, come ci ha detto che intende fare il presidente CAO di Padova Ferrucio Berto, ricordandoci però che l’ultima volta che lo hanno fatto, e vinto, non hanno ottenuto gli 80 mila euro imposti dal tribunale all’abusivo perchè era nullatenente.

Questo è l’abusivismo oggi, un filmato trasmesso alle 23 di sera… applausi ed ora pubblicità.

A questo link il video del servizio

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