26 giugno 2014 ~ 6 Commenti

Chi promuove la salute orale dei bambini? Il “bignamino” dei commenti sul tema

Mi ha incuriosito molto il dibattito che si è aperto dopo la pubblicazione su Odontoaitria33 di un articolo in cui la prof.ssa Laura Strohmenger faceva una serie di considerazioni sul ruolo del pediatra nella prevenzione della salute orale dei più piccoli.

In realtà l’articolo dava risalto al dato sulla scarsa frequentazione dei bambini con meno di 5 anni degli studi odontoiatrici. Dato rilevato dal Servizio Studi ANDI in una ricerca illustrata durante il Workshop Economico di Cernobbio.

Per commentare il dato avevamo sentito la prof.ssa Laura Strohmenger dell’OMS di Milano da sempre attenta alla problematiche dell’odontoiatria di comunità e promotrice di molte iniziative pubbliche rivolte alla prevenzione orale.

Sintetizzando, la prof.ssa Strohmenger ci forniva due concetti, che nella mia ignoranza avevo perfino ritenuto ovvi:

1) I pediatri seguono fino dalle prime ore di vita il bambino e, quindi, sono loro che prima degli altri devono sensibilizzare i genitori a curare l’igiene orale del piccolo e portarlo dal dentista per le visite preventive. Il dentista per motivare il genitore deve incontrarlo, ma se questo dal dentista non ci va come si fa a motivarlo? Ovviamente la professoressa non esclude che anche altri possano convincere i genitori che è importante curare la salute orale dei figli.

2) Impensabile attivare una campagna informativa verso i genitori dei bambini con meno di 5 anni (le linee guida ministeriali consigliano la prima visita dal dentista intorno ai 5 anni) per promuovere le visite preventive dal dentista, ricordando che in quasi nessun Paese viene realizzata. Anche perché, aggiungiamo noi, ammesso che il Ministero attivi una campagna del genere dove manderebbe i genitori degli oltre 2 milioni di bambini a fare le visite, vista l’offerta pubblica in tema di odontoiatria?

Chi ha più o meno la mia età, cinquant’anni, ricorda che alle elementari veniva il medico scolastico a visitarci e tra i consigli che ci dava vi era quello di lavarci i denti dopo ogni pasto e prendere una volta al giorno la pastigletta di fluoro e se notava problemi di dentizione consigliava di andare dal dentista. Poi si preferì demandare questo lavoro al pediatra di famiglia al di fuori dell’ambiente scolastico e l’invito a lavarci i denti cominciò ad arrivare da mamma e papà o dalla pubblicità in televisione.

Dicevo dei commenti.

Maria Picca, Presidente Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche ci ha ricordato il ruolo del pediatra nella prevenzione della salute, anche odontoiatrica, ammettendo che però il compito non è facile.

Fulvio Campolongo, Direttore della Unità operativa di chirurgia maxillo facciale e odontostomatologia dell’Ospedale di Trento e Referente clinico del Dipartimento di Prevenzione della Azienda provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, ricordando che spetta alle organizzazioni di salute pubblica (aziende sanitarie) strutturarsi per applicare i Lea e non delegare ai privati ruoli esclusivi dei servizi sanitari regionali o provinciali. Per farlo, ci ricordava, si deve puntare su di una rete di professionisti, odontoiatri ed igienisti dentali pubblici, organizzati che sappiano prendersi in carico e gestire i bisogni dei piccoli pazienti.

Mauro Rocchetti, Vicepresidente Vicario ANDI, ci ha evidenziato come la collaborazione tra dentista e pediatra è fondamentale non solo per intercettare le malattie del cavo orale già dai primi anni di vita ma per inculcare nei genitori l’abitudine alla prevenzione orale dei bambini e della corretta igiene orale.

Per il prof. Giuseppe Marzo, Segretario scientifico della SIOI (Società Italiana dell’Odontoiatria Infantile), sarebbe sbagliato pensare a una campagna preventiva che solleciti i genitori a portare i bambini in età prescolare dal dentista. “Questa linea ci sembra un messaggio fuorviante per la popolazione e ci trova in disaccordo”, ci aveva detto ricordando che i pediatri devono avere le giuste competenze per fare uno screening di massa, ma poi una visita nei primi anni di vita del bambino da parte di uno specialista odontoiatra infantile è necessaria.

Per il SUSO concordando nell’indicare il pediatra come la figura adatta a sensibilizzare i genitori sulla salute orale non condivide l’affermazione in cui la prof.ssa Strohmenger ritiene sbagliato pensare ad una campagna preventiva che solleciti i genitori a portare i bambini, con meno di 5/6 anni, dal dentista.

Infine riportiamo il commento del prof. Giovanni Dolci, past president del Collegio dei Docenti ad un convegno ANTLO (trovate i video intervento a questo link, il commento in questione è verso il fondo) dove evidenziando le contraddizioni che spesso il settore, ma anche lo stesso Ministero  della Salute incorre, accusa la prof.ssa Strohmenger (senza nominarla) “di aver fatto scrivere su tutte le riviste odontoiatriche che i bambini fino a 6 anni non devono andare dal dentista …pausa… ma debbano andare dal pediatra”.

Unico commento alle considerazioni che gli autorevoli esperti ci hanno rilasciato è rivolto al prof. Dolci chiarendo che la professoressa, a noi, non ha fatto scrivere nulla ma, contattata, ci ha cortesemente risposto. L’altro è che non mi risulta che nessuna altra rivista abbia non solo parlato dell’argomento ma neppure indicato i dati che abbiamo voluto approfondire nel nostro primo articolo. Forse perché noi di Odontoaitria33 preferiamo non fare copia incolla dei comunicati (e quando lo facciamo citiamo le fonti) ma volgiamo capire prima per poi informare sulle questioni.

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